Di cosa tratta la LR n. 7 del 30 maggio 2025?
È una normativa regionale che disciplina l’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, definendo criteri per il rilascio delle autorizzazioni e per la gestione sostenibile della risorsa idrica.
A cosa serve questa normativa?
Serve a regolamentare i prelievi idrici, tutelare le falde e garantire un uso controllato dell’acqua, riducendo situazioni di sfruttamento non autorizzato o non monitorato.
Cosa si intende per pozzo non regolare?
È un pozzo realizzato o utilizzato senza un titolo autorizzativo valido o senza aver completato l’iter previsto dagli enti competenti.
È possibile regolarizzare un pozzo già esistente?
La normativa prevede la possibilità di regolarizzazione delle opere esistenti, secondo procedure tecniche e amministrative definite dagli enti regionali competenti.
In cosa consiste la procedura di regolarizzazione?
Consiste in una serie di adempimenti che prevedono la predisposizione di una relazione tecnica agronomica e geologica-idrogeologica, unitamente a tutta la documentazione necessaria all’iter autorizzativo, compresa la documentazione fotografica.
Serve una relazione tecnica per la pratica?
Sì. Per l’uso domestico è sufficiente una relazione geologica-idrogeologica redatta da un tecnico abilitato. Per altri utilizzi, invece, è necessaria una relazione tecnico-agronomica o una relazione tecnico-economica, in base alla destinazione d’uso prevista.
È possibile continuare a utilizzare il pozzo durante la pratica?
È possibile utilizzare il pozzo solo nel caso di rinnovo di una concessione presentata nei termini della scadenza prevista. Se invece il pozzo è abusivo oppure il rinnovo è stato presentato dopo la scadenza, l’utilizzo non è consentito fino al rilascio dell’autorizzazione.
Cosa si rischia se non si regolarizza un pozzo?
Il mancato aggiornamento o la mancata regolarizzazione del pozzo può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative e l’adozione di misure restrittive, fino alla sospensione o cessazione del prelievo e quindi, la chiusura del pozzo.
Quanto dura un’autorizzazione?
La durata è definita dal titolo concessorio rilasciato e può variare in base alla tipologia di utilizzo e alle condizioni tecniche del sito.
Da dove si parte per avviare la pratica?
Si parte da un sopralluogo e da una verifica tecnica del pozzo, finalizzati alla valutazione della fattibilità della pratica e alla raccolta di tutti i dati necessari. Successivamente si procede con la predisposizione della documentazione tecnica e amministrativa e con la presentazione dell’istanza agli enti competenti.
A chi è consigliato rivolgersi?
È consigliato rivolgersi a un geologo o tecnico abilitato con esperienza in idrogeologia e pratiche di concessione pozzi.
